Venerdì 19 gennaio 2018 alle 20.30 negli spazi del Teatro Fratellanza di Casnigo (BG), appuntamento con “Ritratti – MARIO RIGONI STERN”, serata dedicata a uno dei più grandi scrittori del nostro Novecento. Tra gli interpreti più autorevoli e universali del rapporto fra uomo e natura, oltre che tra storia collettiva e memoria personale e di comunità, Mario Rigoni Stern e la sua eredità letteraria trascendono tempi e luoghi, continuando a coinvolgerci ancora oggi.
Interverranno alla serata Alberico Rigoni Stern, figlio del grande scrittore e Giuseppe Mendicino, biografo. Moderatore del convegno Romano Pezzani, Presidente dell’associazione Teatro Fratellanza di Casnigo. Ingresso libero.
Mario Rigoni Stern… Come lo stesso Mendicino ha scritto, Rigoni Stern è scrittore atipico e originale, non inseribile in alcuna corrente letteraria. Per lo stile nitido e per il forte codice di valori può essere accostato solo a Primo Levi e a Nuto Revelli. Nei suoi libri, prevalentemente autobiografici, ha raccontato la giovinezza ad Asiago dopo le distruzioni della Grande Guerra, gli anni da alpino combattuti su tre fronti (Francia, Albania, Russia), quelli della prigionia in Germania e infine la pace ritrovata nella natura della sua piccola patria. Rigoni era un narratore non un romanziere, le sue pagine raccontano storie e fatti vissuti direttamente o appresi da altri, nulla è inventato, con una scrittura chiara e a volte poetica, con frasi brevi ma ricche di un vocabolario complesso e accurato. Un grande scrittore ma anche un uomo di altissima coscienza morale, sbaglierebbe chi volesse trasformarlo in una icona buona per tutte le stagioni. Aveva la forza e la sensibilità di indignarsi fortemente quando vedeva prevalere l’ingiustizia tra gli uomini e la speculazione distruttrice dell’ambiente naturale.
E sempre negli spazi del Teatro Fratellanza di Casnigo, sabato 20 gennaio alle 20.30 sipario alzato su STORIA DI TÖNLE, monologo teatrale con Roberto Squinzi, tratto dall’omonimo romanzo di Rigoni Stern del 1978.
STORIA DI TÖNLE ha vinto il Premio Campiello e il Premio Bagutta nel 1979. L’ingresso allo spettacolo è gratuito.
